Cliff Young
Albert Ernest Clifford Young (Beech Forest, 8 febbraio 1922 – Beerwah, 2 novembre 2003) è stato un podista e agricoltore australiano, noto per la sua inaspettata vittoria della prima edizione dell'ultramaratona Sydney-Melbourne, da lui ottenuta nel 1983, a 61 anni.
Infanzia e giovinezza
[modifica | modifica wikitesto]Il padre e il nonno di Cliff furono tra i primi coloni delle zone rurali che si stabilirono nell'area di Beech Forest, nel sud-ovest dello Stato di Victoria, alla fine dell'Ottocento, dopo essersi trasferiti da Geelong. La famiglia scoprì presto che la zona era particolarmente adatta alla coltivazione delle patate, ma l'agricoltura non garantiva grandi guadagni e, come molte famiglie di pionieri, anche gli Young attraversarono diversi anni di difficoltà.[1] Cliff Young nacque dunque primogenito e terzo dei sette figli di Mary e Albert Ernest Young, e crebbe nella fattoria di famiglia, che aveva una proprietà che si estendeva per circa 2 000 acri (circa 8,10 chilometri quadrati) e ospitava approssimativamente 2 000 pecore. Poiché durante la Grande depressione la famiglia Young si ritrovò in povertà, non potendo permettersi cavalli, il giovane Young aiutava il padre a radunare il bestiame a piedi.[2][3]
Young aveva ormai superato i trent'anni quando decise di tentare la fortuna nel Queensland, lavorando durante l'inverno al taglio della canna da zucchero nei campi di Childers. Per diversi anni questa attività divenne un appuntamento annuale, insieme a una stagione di lavoro in Nuova Zelanda, dove il ragazzo scoprì per la prima volta il piacere della corsa sulle lunghe distanze e dove tornò diversi anni dopo, ottenendo ottimi risultati ai Veterans Games.[1]
Corsa e ultramaratone
[modifica | modifica wikitesto]Quando aveva ancora poco più di trent'anni, Cliff Young partecipò anche ad alcune gare professionistiche sul miglio, ottenendo come risultato più prestigioso il terzo posto nella Goldfield Mile del 1955, disputata a Bendigo. Sentendo di aver bisogno di correre su distanze maggiori per ottenere performance migliori - dichiarò infatti «Non ero granché; ero come un cavallo della Melbourne Cup: avevo bisogno di una distanza più lunga» -,[1] nel 1979, all'età di 56 anni, Young partecipò alla Adidas Sun Superun, una gara di 16 chilometri che attraversava il West Gate Bridge di Melbourne, concludendo la sua performance nel rispettabile tempo di 64 minuti e raccogliendo l'interesse dei media. Nello stesso anno, il podista australiano partecipò per la prima volta alla maratona di Melbourne, terminandola in 3 ore, 21 minuti e 41 secondi, un tempo che limò l'anno successivo, stabilendo il proprio primato personale di 3 ore, 2 minuti e 53 secondi.[1]
Alla fine del 1982, dopo aver partecipato nuovamente alla maratona di Melbourne e dopo essersi allenato per mesi nella regione degli Otway Ranges, a sud-ovest di Melbourne, Young tentò di battere il record mondiale sulle 1 000 miglia (circa 1600 km), allora detenuto dal neozelandese Siegfried "Ziggy" Bauer con il tempo di 11 giorni e 23 ore. Arrivato alla metà dell'impresa, condotta presso la Memorial Square di Colac, avendo percorso circa 800 chilometri, Young fu tuttavia costretto ad abbandonare il tentativo. Ripensando al fallimento, l'uomo scrisse in seguito che lui e la sua squadra di supporto erano inesperti e non sufficientemente preparati.[1]
Nel 1983, all'età di 61 anni, Young vinse la prima edizione della Westfield Sydney to Melbourne Ultramarathon, disputata su una distanza di 875 chilometri, con un percorso che si snodava tra quelli che all'epoca erano i due maggiori centri commerciali Westfield d'Australia: il Westfield Parramatta di Sydney e il Westfield Doncaster di Melbourne. Young si presentò alla partenza indossando una salopette e degli stivali da lavoro, che poi cambiò con il primo paio di scarpe sportive che avesse mai avuto,[4] e senza la dentiera, affermando in seguito che questa gli provocava fastidio e rumore durante la corsa. Iniziando la gara con un'andatura lenta e ciondolante, che secondo alcuni era dovuta al fatto che l'uomo si era abituato a correre indossando stivali di gomma,[4] al termine della prima giornata, Young si trovò molto distaccato dal gruppo, tuttavia, mentre gli altri concorrenti si fermarono a dormire per sei ore, egli si svegliò per errore alle due del mattino, diverse ore prima del previsto, e riprese a correre con due sole ore di sonno,[1] ancora intontito dalla stanchezza e quasi senza accorgersi che fosse buio, passando in testa mentre gli altri dormivano.[5] Ciò lo convinse ad adottare una strategia che prevedeva di evitare il sonno e proseguì per il resto della gara senza dormire, concludendo infine al primo posto con un tempo di 5 giorni, 15 ore e 4 minuti, con dieci ore di vantaggio sul secondo classificato e quasi due giorni più velocemente del precedente record relativo a una corsa tra Sydney e Melbourne, un record battuto peraltro anche dagli altri 5 corridori che riuscirono ad arrivare al traguardo. Come raccontò in seguito, per rimanere sveglio durante la competizione Young immaginò di inseguire delle pecore che cercavano di sfuggire a una tempesta, e dopotutto, già prima della gara egli aveva dichiarato alla stampa di aver già corso ininterrottamente per due o tre giorni per radunare le pecore, indossando stivali di gomma.
Quando gli fu assegnato il premio di 10 000 dollari australiani, Young dichiarò di non sapere che fosse previsto un premio e di sentirsi a disagio nell'accettarlo, dato che anche gli altri cinque atleti arrivati al traguardo avevano faticato quanto lui. Per questo, egli donò 3 000 dollari australiani al quarantunenne Joe Record e altri 4 000 agli altri corridori, trattenendone soltanto 3 000 per sé.[5]
Dopo questa impresa, descritta come una versione della "lepre e la tartaruga",[5] Young divenne molto popolare, tanto che nello stesso anno venne istituita a Colac, nello stato di Victoria, la Cliff Young Australian Six-Day Race, mentre nel 1984 gli venne conferita la Medaglia dell'Ordine dell'Australia «per la corsa su lunga distanza».[6]
Nel 1997, all'età di 75 anni, volendo raccogliere fondi per i bambini senza casa, Cliff Young tentò di battere il record del giro dell'Australia detenuto da Ron Grant, ma fu costretto a ritirarsi dopo aver percorso 6 520 dei 16 000 chilometri previsti quando l'unico membro della sua squadra di supporto si ammalò.[2]
Nel 2000, a quasi ottant'anni, Young stabilì nello stato di Victoria un record mondiale di categoria in una gara di sei giorni.[7]
Vita privata
[modifica | modifica wikitesto]Vegetariano sin dal 1973, Cliff Young visse nella casa di famiglia insieme alla madre e al fratello Sid fino all'età di 62 anni, quando si sposò con la ventitreenne Mary Howell per poi divorziare cinque anni più tardi.[8] La Westfield Corporation, sponsor della corsa vinta da Young nel 1983 e di cui Young era divenuto testimonial, organizzò il matrimonio come intrattenimento per i clienti del centro commerciale.
Dopo cinque anni di malattia e diversi ictus, e dopo aver percorso più di 20 000 chilometri nel corso della sua carriera podistica, Cliff Young morì di cancro all'età di 81 anni, il 2 novembre 2003, nella propria abitazione di Beerwah, nel Queensland.[7][9] In sua memoria, il villaggio di Beech Forest gli ha eretto un monumento a forma di stivale di gomma, e gli ha intitolato una strada, la Cliff Young Drive, e un parco, il Cliff Young Park.[10]
Young Shuffle
[modifica | modifica wikitesto]La tecnica di corsa di Cliff Young, che peraltro era noto per uno stile di corsa particolarmente sgraziato, nota come "Young Shuffle", è stata adottata da alcuni ultramaratoneti in virtù del minore dispendio di energia che essa comporta.[2]
Nel 2010, la comica Hannah Gadsby intitolò in suo onore il proprio spettacolo al Sydney Comedy Festival come The Cliff Young Shuffle.[11]
Cliffy
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2013, la rete televisiva ABC1 trasmise Cliffy, un film dedicato alla vittoriosa corsa disputata da Young nel 1983. Nel film, il podista australiano fu interpretato da Kevin Harrington, mentre i membri della sua squadra di supporto furono portati sullo schermo da Roy Billing, nel ruolo dell'allenatore Wally, e da Joshua Hine, nel ruolo di Paul. La madre di Young e sua sorella Eunice furono interpretate rispettivamente da Joan Sydney e Anne Tenney, già protagoniste della serie A Country Practice.[12]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 5 6 (EN) Phil Essam, "From Gumboots to Glory" (PDF), su The Victorian Race Walking Club, Agosto 2006. URL consultato il 23 luglio 2026.
- 1 2 3 (EN) The Legend of Cliff Young: The 61 Year Old Farmer Who Won the World’s Toughest Race, su Elitefeet, Elite Feet. URL consultato il 23 luglio 2026.
- ↑ (EN) Abbie Barronian, The 61-Year Old Shepherd Who Shuffled His Way to an Unlikely Ultra Win, su Adventure Journal, 4 maggio 2017. URL consultato il 23 luglio 2026 (archiviato dall'url originale il 6 luglio 2017).
- 1 2 (EN) Endurance .. it’s how we get there, su Business Edge, Business Edge International. URL consultato il 23 luglio 2026.
- 1 2 3 (EN) Genevieve Carlton, The Incredible Story Of Cliff Young, The Potato Farmer Who Miraculously Won A 544-Mile Marathon At Age 61, su All That’s Interesting, 2 luglio 2023. URL consultato il 23 luglio 2026.
- ↑ (EN) Mr Albert Ernest Clifford YOUNG, su Australian Honours Search Facility, Australian Government - Department of the Prime Minister and Cabinet. URL consultato il 23 luglio 2026.
- 1 2 (EN) Cliff Young dies aged 81, su The World Today, ABC, 3 novembre 2003. URL consultato il 23 luglio 2026.
- ↑ (EN) Cliff Young to marry fellow distance runner, in The Canberra Times, 25 ottobre 1983. URL consultato il 23 luglio 2026.
- ↑ (EN) Mourners farewell marathon legend Young, su ABC News, ABC, 5 novembre 2003. URL consultato il 23 luglio 2026.
- ↑ (EN) Cliff Young, su Monument Australia. URL consultato il 23 luglio 2026.
- ↑ (EN) The Cliff Young Shuffle - Hannah Gadsby, su Australian Stage, Australian Stage Online, 29 marzo 2010. URL consultato il 23 luglio 2026.
- ↑ (EN) Cliffy, su iview.abc.net.au, ABC. URL consultato il 23 luglio 2026.
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